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Arte e Seduzione - San Gimignano
La Terra di Siena è tanto ricca di capolavori da rappresentare essa stessa un capolavoro.

Trasportati nel Medioevo. Così ci si sente camminando nel centro di San Gimignano.
All’interno della cinta muraria duecentesca si snoda il centro della città con i suoi vicoli e i suoi tesori.
Tesori che possiamo ancora trovare nelle 14 Torri rimaste delle 72 del Periodo di massimo splendore della Città, o in Sant’Agostino con le opere di
Benozzo Gozzoli e Piero del Pollaiolo, o nel Palazzo Comunale, con le opere di Coppo di Marcovaldo, Lippo Memmi, Benozzo Gozzoli, Filippino Lippi, il Sodoma e Pinturicchio.
Ma partiamo da Porta San Giovanni e camminiamo lunga quella che fu la Via Francigena per arrivare a Piazza della Cisterna e subito dopo Piazza del Duomo, con la Collegiata da una parte e Loggia del Comune dall’altra.
Da qui possiamo procedere lungo Via San Matteo verso Porta San Matteo o salire alla Rocca, il punto più alto della città dal quale si domina tutta la regione attorno San Gimignano.

La storia di San Gimignano è fatta di splendore e decadenza, destino comune di tutte le grandi città.
I ritrovamenti nelle campagne circostanti fanno risalire i primi nuclei all’epoca Etrusca. Molto interessanti i siti archeologici etruschi poco fuori dalle mura, tutti visitabili.
Ma è nel Medioevo, dal X secolo in poi, che la città inizia il suo vero periodo d’oro.
La giustificazione risiede nel fatto che San Gimignano si trovava sulla Via Francigena, la strada più percorsa da pellegrini, commercianti, da e per Roma da chi proviene dal resto d’Europa.
Commerci e traffici intensificati, maggiori ricchezze fanno di San Gimignano un centro sempre più importante.
Nel XII secolo siamo all’apice della ricchezza; venivano commerciati i prodotti locali tra i quali lo Zafferano, rivalutato oggi dopo che per secoli era stata interrotta la produzione.
In questo momento l’ordinamento sociale di San Gimignano assume un aspetto strutturato con famiglie potenti che investiranno i proventi dei commerci in opere edilizie che definiranno l’aspetto della città.
Le Torri nascono in questo periodo: ben 72!
Proviamo a pensare per un attimo a come doveva presentarsi in quel momento la città tenendo conto che oggi rimangono soltanto 14 torri; un centro spettacolare che domina la Valdelsa.
Da adesso, per tutto il Duecento e tutto il Trecento, si assiste alla crescita della città.
Gli ordini religiosi si insediano in questo momento a San Gimignano; Francescani, Agostiniani, Domenicani e Benedettini fanno il loro ingresso in città e con loro i grandi artisti e le opere che ancora oggi possiamo ammirare.
I secoli a venire porteranno però la peste e le conseguenti carestie consegnando la città a un declino inevitabile.
San Gimignano rimarrà isolata; isolamento che sarà anche la sua fortuna poiché ci ha consegnato intatto il suo medievale splendore.



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